Fecondazione in vitro

Fecondazione in vitro (FIVET)

Ad Ovoclinic vantiamo alte percentuali di successo nella fecondazione in vitro.
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Fecondazione in vitro: che cos’è?

La Fecondazione in vitro (FIV o FIVET) è un trattamento di riproduzione assistita altamente complesso, che consiste nell’unione di un ovulo e uno sperma in laboratorio – in vitro – al fine di ottenere embrioni di buona qualità da trasferire successivamente nell’utero materno, per dar vita ad una gravidanza.

L’embrione risultante da questa unione verrà implementato nell’utero della futura mamma, facilitando così sia la fecondazione che il tasso di sopravvivenza dell’embrione.

Esistono due varianti per questo trattamento: da un lato troviamo la FIVET convenzionale e, dall’altro, l’ICSI (acronimo in inglese di Intra Cytoplasmic Sperm Injection, cioè microiniezione intracitoplasmatica di spermatozoi).

fecundacion in vitro fiv (1)

Perché scegliere Ovoclinic per il tuo trattamento FIVET?

Ad Ovoclinic desideriamo accompagnare i futuri genitori nella massima garanzia.
Questa tecnica ci permette di raggiungere degli ottimi risultati: tassi di gravidanza (cioè di beta-HCG positiva) pari al 73% con il trasferimento di due blastocisti, in pazienti in un’età media di 36,8 anni.

Ci rappresentano inoltre 20 anni di esperienza in trattamenti di riproduzione assistita altamente complessi, nonché un rapporto ravvicinato e personalizzato con i nostri pazienti.

Per chi è indicato un trattamento di fecondazione in vitro?

Questo tipo di trattamento è consigliato nei seguenti casi:

  • Pazienti con precedenti insuccessi nei trattamenti di inseminazione artificiale
  • Donne in età avanzata con ovociti di scarsa qualità
  • Quando ci sono ostruzioni o danni alle tube di Falloppio
  • Endometriosi severa
  • Coppie in cui il liquido seminale presenta una bassa qualità
  • Pazienti che hanno bisogno di realizzare una diagnosi genetica preimpianto
fecundación in vitro FIV, Ovocito con espermatozoides en la Zona Pelúcida.

Fasi del procedimento di fecondazione in vitro

Di solito, in un ciclo naturale, una donna matura ogni mese un solo ovocito. Con la stimolazione ovarica controllata, cerchiamo di far maturare diversi ovuli per avere maggiori possibilità di ottenere un embrione, e quindi una futura gravidanza.

Per fare questo, la futura mamma deve somministrarsi iniezioni sottocutanee di ormoni – simili a quelli prodotti dal proprio corpo – per produrre un numero sufficiente di follicoli di dimensioni adeguate.

Per eseguire una fecondazione in vitro (FIVET) con buone probabilità di successo è necessario ottenere un numero sufficiente di ovociti. A questo scopo, la paziente viene sottoposta a stimolazione ovarica che viene controllata mediante la somministrazione di ormoni tramite iniezioni sottocutanee. Il protocollo di stimolazione viene stabilito in maniera personalizzata a seconda della riserva ovarica della paziente. Durante la stimolazione è necessario monitorare la risposta ovarica attraverso una serie di ecografie e di analisi del sangue, fino a verificare che il numero e maturazione degli ovociti siano adeguati.
Il trattamento dura circa dodici giorni.

Una volta maturi, gli ovociti vengono prelevati mediante una punzione o pick-up ovarico. Si tratta di una procedura semplice, che viene eseguita sotto sedazione e che dura circa 10 minuti. Una volta terminato il pick-up, la paziente resterà un paio d’ore in clinica e potrà poi tornare a casa e rimanere per il resto della giornata a riposo.
In questo momento verrà anche depositato un campione di liquido seminale, con cui più tardi si insemineranno gli ovuli.

Può avvenire in due modi a seconda dei casi.

  • FIVET convenzionale: l’unione tra l’ovulo e lo sperma avviene in un vetrino. L’ovocita viene depositato insieme a una goccia con migliaia di spermatozoi e si attendono 24 ore affinché la fecondazione avvenga naturalmente.
  • ICSI: In questo caso, i nostri embriologi selezionano individualmente ogni spermatozoo e, utilizzando una tecnica molto precisa, iniettano uno spermatozoo all’interno di ciascun ovocita.

Dopo la fecondazione, gli embrioni vengono mantenuti in speciali incubatori, che offrono le condizioni ideali per il loro sviluppo riproducendo quelle dell’utero materno.
I biologi monitorano l’evoluzione di ciascun embrione, analizzandone la morfologia e il numero di cellule per determinarne la qualità.
Il 5º o 6º giorno di sviluppo, l’embrione raggiunge lo stadio di blastocista. Questa fase di sviluppo permette di selezionare gli embrioni (blastocisti) con maggiore potenziale di impianto, ottimizzando in tal modo le probabilità di ottenere una gravidanza.

E così si arriva all’ultimo passaggio della fecondazione in vitro, nonché il più importante. Per eseguire il trasferimento embrionale, l’utero della paziente viene preparato, per garantire che l’endometrio abbia lo spessore appropriato per ricevere l’embrione e dar vita ad una gravidanza.

Tra gli embrioni che hanno raggiunto lo stadio di blastocisti, verrà selezionato quello di migliore qualità da trasferire nell’utero materno. Se sono presenti più blastocisti di buona qualità, quelle non trasferite verranno vetrificate per essere utilizzate successivamente, se necessario, evitando di dover subire nuovamente una stimolazione ovarica.

Il trasferimento degli embrioni è un procedimento semplice che non richiede ricovero né anestesia. Si realizza introducendo un catetere apposito attraverso il canale cervicale in modo da depositare l’embrione all’interno dell’utero. Tutto avverrà con la guida di un’ecografia che consentirà di osservare che l’embrione venga depositato nella posizione perfetta. È una procedura indolore, eseguita in regime ambulatoriale e non necessita di sedazione. Dopo il trasferimento, la paziente potrà tornare alla sua vita normale.

Circa 11 giorni dopo il trasferimento dell’embrione, la paziente dovrà sottoporsi a un test di gravidanza per verificare se il trattamento ha dato il risultato sperato.

Risolviamo i tuoi dubbi sul trattamento FIVET

Potrò condurre una vita normale durante il trattamento di fecondazione in vitro?

Durante il trattamento è comune notare un po’ di fastidio all’addome e una sensazione di gonfiore, ma la stragrande maggioranza dei pazienti mantiene la propria routine abituale. Il giorno del prelievo ovocitario si raccomanda di rimanere a riposo, poiché sarà stata somministrata una sedazione. Il giorno seguente sarà possibile tornare a lavoro senza problemi.

Se la fecondazione in vitro funziona: quanto tempo devo aspettare per iniziare un nuovo trattamento?

Non vi è prova di alcun beneficio nel far passare del tempo tra una fecondazione in vitro e un ciclo successivo.

Per questo motivo, dopo un test di gravidanza negativo e il primo ciclo mestruale, è possibile avviare una nuova fecondazione in vitro o una preparazione endometriale per un criotransfer, qualora fossero stati vitrificati degli embrioni.

Prima di ricominciare il trattamento, la clinica si accerterà della salute psicofisica della paziente, e che tutto sia nella norma prima di intraprendere un nuovo tentativo.

Quando avviene l’impianto? Cosa devo fare dopo il transfer?

L’impianto dell’embrione avviene entro 3 giorni dal trasferimento; si raccomanda dunque di condurre una vita normale, ma evitando grossi sforzi, soprattutto nei primi giorni. Inoltre, è di vitale importanza continuare il protocollo medico indicato dal ginecologo.

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