Nel percorso verso la maternità intervengono numerosi agenti e fattori che possono determinare il successo o il fallimento nel processo di ricerca della gravidanza. Uno degli attori coinvolti in questo processo è il microbioma, strettamente legato alla salute riproduttiva, soprattutto quella femminile.
Per molte persone, questo termine è sconosciuto, anche se hanno sentito parlare di rimedi che ne alleviano gli effetti, come i probiotici. Per comprendere più nel dettaglio quali sono le sue funzioni e le sue conseguenze, analizzeremo di seguito tutto ciò che riguarda il microbioma.
Cos’è il microbioma e quali funzioni svolge?
Secondo il National Human Genome Research Institute, si definisce microbioma la comunità di microrganismi (come funghi, batteri e virus) che esistono in un determinato ambiente. Negli esseri umani, il termine è comunemente usato per descrivere i microrganismi che vivono in o su una specifica area del corpo, come la pelle o il tratto gastrointestinale.
Studi confermano che nel corpo umano abitano tra le 500 e 1000 specie di batteri, il che rappresenta circa l’1-3% della massa corporea, e sono essenziali per il mantenimento della salute.
Questa comunità di microrganismi svolge funzioni fondamentali nell’organismo: scompone gli alimenti per estrarne i nutrienti necessari, educa il sistema immunitario a riconoscere gli agenti esterni invasori e, inoltre, produce composti antinfiammatori e alcune vitamine. Il microbioma ha anche un ruolo chiave nella tolleranza immunitaria dell’endometrio, influenzandone la capacità ricettiva nei trattamenti di riproduzione assistita e nella fase di impianto dell’embrione.
Tipi di microbioma che influenzano la fertilità
Tutto il materiale genetico, che forma in sequenza una catena di DNA e si trova in un singolo microrganismo, costituisce il microbioma. In ambito riproduttivo, il microbioma può influenzare la fertilità in diversi modi, a seconda della sua localización. Esistono infatti diversi tipi di microbioma legati alla fertilità:
MICROBIOMA VAGINALE
Il ruolo del microbioma nella zona vaginale è quello di mantenere un ambiente favorevole affinché la fecondazione possa avvenire con successo. Per questo, è fondamentale la presenza di un ecosistema batterico equilibrato che mantenga sana l’area vaginale e il suo pH ottimale per accogliere gli spermatozoi.
Il batterio più comune e benefico è il Lactobacillus, che contrasta la proliferazione di agenti patogeni e previene infezioni genitali. Mantenere queste colonie batteriche in equilibrio è fondamentale per migliorare, ad esempio, i tassi di successo nei trattamenti di fecondazione in vitro (FIV).
MICROBIOMA ENDOMETRIALE
Ha un’influenza diretta sulla fase di impianto dell’embrione. Studi scientifici hanno dimostrato che alterazioni della flora endometriale, dovute a disbiosi intestinale (come carenza di Lactobacillus o eccesso di Candida) o a malattie sessualmente trasmissibili, sono associate a un maggior rischio di aborti spontanei e bassa fertilità.
MICROBIOMA INTESTINALE
Questo microbioma è strettamente connesso all’equilibrio ormonale e al sistema immunitario. In caso di squilibrio, gli estrogeni non vengono eliminati correttamente e ritornano nel flusso sanguigno, provocando alterazioni ormonali. Le batterie incaricate dell’eliminazione degli estrogeni (note come estroboloma) possono variare in base allo stile di vita e alle abitudini alimentari, influenzando positivamente o negativamente la salute riproduttiva.
Cosa provoca un’alterazione del microbiota?
L’alterazione del microbiota, nota come disbiosi, genera una situazione di infiammazione che porta a uno squilibrio dell’attività immunitaria. Questa risposta potente può provocare un’infiammazione tale da causare aborti ricorrenti e/o fallimenti di impianto.
Il microbiota di una donna fertile è molto diverso da quello di una donna infertile. Nella donna sana è presente una moltitudine di batteri della specie Lactobacillus e Micrococcus; nelle donne con problemi di fertilità, invece, prolifera un eccesso di disbiosi accompagnato da una quantità minima di Lactobacillus.
Le ricerche hanno indicato che un microbioma endometriale dominato da Lactobacillus è associato a un tasso di impianto del 60,7% e a un tasso di gravidanza del 70,6%, rispetto a tassi significativamente più bassi nelle donne con microbiomi non dominati da Lactobacillus.
Queste alterazioni possono essere ridotte e migliorate grazie a diverse azioni o assunzioni che vedremo nella sezione seguente.
Come posso migliorarla? Raccomandazioni
Esistono diversi modi per migliorare il microbioma del nostro corpo. Tra le raccomandazioni principali troviamo il miglioramento dello stile di vita e dell’alimentazione, la riduzione dei livelli di stress, un riposo adeguato, evitare o ridurre la sedentarietà e limitare l’esposizione a sostanze tossiche. Si consiglia il consumo di probiotici per migliorare la flora intestinale e vaginale.
I probiotici sono microrganismi vivi che, una volta ingeriti, contribuiscono a migliorare la salute intestinale. Tra i più noti troviamo:
- Yogurt
- Kefir
- Kimchi
- Sottaceti
Esami per valutare il microbioma
Oltre a tutte le abitudini di consumo e stile di vita che devono essere modificate per migliorare drasticamente il microbioma generale, esistono test specifici che permettono di valutarne lo stato e determinare se i problemi di fertilità possono essere legati a possibili alterazioni.
I test del microbioma più comuni utilizzati nei trattamenti di fecondazione in vitro (FIV) sono EMMA e ALICE.
TEST EMMA
È un esame che analizza la composizione batterica dell’endometrio, lo strato interno dell’utero, per valutare se esiste un equilibrio microbico adeguato all’impianto dell’embrione durante un trattamento FIV.
TEST ALICE
È un test diagnostico che rileva i batteri patogeni più comuni responsabili dell’endometrite cronica, e consiglia il trattamento antibiotico e probiotico più appropriato. È raccomandato per le pazienti che cercano di concepire in modo naturale ma che hanno sofferto aborti ricorrenti.
Referencias
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- Endometrial microbes and microbiome: Recent insights on the inflammatory and immune “players” of the human endometrium, Silvia D’Ippolito1,2 | Fiorella Di Nicuolo1,3 | Alfredo Pontecorvi3,4,5 | Matteo Gratta2 | Giovanni Scambia1,2 | Nicoletta Di Simone1,2
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