Il successo dei trasferimenti con embrioni congelati

Embrióloga

Una delle domande che i pazienti spesso ci pongono è se i trasferimenti con embrioni congelati hanno successo. Presso Ovoclinic abbiamo preparato questo articolo affinché possa chiarire tutti i dubbi sul congelamento degli embrioni, capendo che esiste un certo timore nel considerare che c’è un’ “efficacia” peggiore quando si deve passare attraverso un processo di scongelamento.

Tutto questo deriva dal fatto che durante vari anni la tecnica che avevamo nei laboratori di Fecondazione in Vitro (Fecondazione In Vitro) per congelare gli embrioni era quella chiamata “congelamento lento” ed era meno efficace rispetto alle tecniche usate attualmente.

L’arrivo della tecnica di vitrificazione ha rappresentato un prima e un dopo nella crioconservazione dell’embrione.

QUAL È IL VANTAGGIO DELLA VITRIFICAZIONE DEGLI EMBRIONI?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo capire che il grande svantaggio di qualsiasi tipo di congelamento è la formazione di ghiaccio. Partiamo dal presupposto che le cellule contengono al loro interno un’altissima percentuale di acqua. Quando la temperatura scende, quest’acqua formerà cristalli di ghiaccio che rompono le membrane delle strutture interne portando alla degenerazione embrionale dovuta alla mancata sopravvivenza.

La strategia delle diverse tecniche di crioconservazione prevede la sostituzione di quest’acqua intracellulare con sostanze chiamate crioprotettori che non formeranno cristalli di ghiaccio quando la temperatura scende, proteggendo così le strutture cellulari e consentendo il ripristino dell’integrità embrionale esattamente com’ era prima della crioconservazione.

CHE TIPO DI EMBRIONI CONGELIAMO?

  • Embrioni “surplus” da un ciclo di fecondazione in vitro o ICSI.

Una volta estratti gli ovuli durante il pick up si effettua la fecondazione che dà luogo alla generazione di embrioni che vengono mantenuti in coltura nelle incubatrici di laboratorio fino al quinto giorno (blastocisti). Durante questi giorni di coltura si effettua la selezione degli embrioni (solo quegli embrioni che hanno maggiori possibilità di dare un risultato positivo si svilupperanno in modo adeguato, avanzando nelle diverse fasi o stadi di sviluppo: cellule, morula e blastocisti).

Di solito intorno al quinto giorno molti di questi embrioni hanno completato il loro sviluppo favorevolmente e sono blastocisti di buona qualità. Uno di questi viene selezionato per essere trasferito in utero e il resto verrà crioconservato (non possiamo mantenere gli embrioni nell’incubatrice oltre questo stadio embrionale).

In caso che per motivi medici non sia possibile effettuare il trasferimento embrionale, congeleremo tutti gli embrioni generati e che si sono sviluppati favorevolmente dando origine a blastocisti. A volte, può succedere che i livelli ormonali dopo la stimolazione ovarica non sono propriamente idonei,  riducendo le possibilità di una beta positiva o risultando dannosi per la salute della paziente e per l’evoluzione della futura gravidanza. Ciò si verifica, ad esempio, quando la risposta ovarica è stata elevata (rischio di iperstimolazione ovarica) o se sono presenti alterazioni ormonali/cliniche che indicano che la ricettività endometriale non è adeguata e quindi le condizioni non sono favorevoli al raggiungimento della gravidanza.

 

  • Embrioni in caso di diagnosi genetica o screening

È noto che in circa il 90% dei casi di mancata gravidanza (o di aborto) la causa è embrionale per via di alterazioni della dotazione cromosomica degli embrioni. Queste alterazioni sono dovute – nella maggior parte dei casi – all’età materna avanzata. Le circostanze sociali e lavorative dei paesi sviluppati hanno portato a un ritardo nell’età in cui le donne cercano la loro prima gravidanza e questo ha un impatto negativo sulle possibilità di farlo.

Per questo motivo la PGD (Diagnosi Genetica Preimpianto) è una tecnica che oggi fa parte della nostra routine nel laboratorio di fecondazione in vitro e attraverso la quale possiamo eseguire studi genetici sugli embrioni.

Per conoscere la genetica di un embrione dobbiamo prelevare da esso una biopsia, un piccolo campione di cellule, che verrà poi analizzata dai genetisti. Successivamente, gli embrioni che sono stati analizzati vengono congelati in attesa del risultato genetico con il fine di trasferire un embrione sano e con un corretto assetto cromosomico.

Sopravvivenza degli embrioni

Se la tecnica di vitrificazione viene eseguita correttamente e gli embrioni selezionati sono di qualità, le probabilità che questi sopravvivano allo scongelamento sono praticamente del 100%. Il loro comportamento è lo stesso in termini di tasso di gravidanza, ciò significa che hanno le stesso probabilità di successo che avrebbero in caso di essere trasferiti da fresco.

In altre parole, la vitrificazione è una tecnica sicura che ci permette di preservare embrioni e ovuli per ottimizzare i trattamenti a lungo termine per i nostri pazienti.

Responsabile di Laboratorio Ovoclinic Madrid

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