Scroll Top

Come posso ottenere una gravidanza di successo se ho la trombofilia?

Tratamiento para pacientes embarazadas con trombofilia

Al giorno d’oggi, la maggior parte delle donne con trombofilia può portare avanti gravidanze normali con bambini sani; in alcuni casi però la trombofilia può causare problemi quando si tratta di rimanere incinta. Per questo, nel nostro articolo, discuteremo in dettaglio come possiamo diagnosticarla durante un processo di riproduzione assistita e come evitare aborti spontanei o complicazioni per raggiungere una gravidanza.

CHE COS’È LA TROMBOFILIA E COME COLPISCE LE DONNE IN GRAVIDANZA?

La gravidanza è uno stato fisiologico di ipercoagulabilità in cui un feto si sviluppa dall’impianto (embrione) al parto. In questo periodo, che di solito dura tra le 40 e le 42 settimane, la donna deve adattarsi a una serie di cambiamenti fisici ed emotivi.

La trombofilia è una malattia caratterizzata dalla formazione di trombi (coaguli) nella circolazione che ostruiscono il flusso sanguigno.

Può essere acquisita, meglio nota come sindrome da anticorpi antifosfolipidi, o ereditaria (associata a mutazioni in geni che codificano fattori e proteine coinvolti nella cascata della coagulazione).

La terapia principale si basa su anticoagulanti orali e sull’utilizzo di eparina sottocutanea a basso peso molecolare. Entrambi i trattamenti agiscono su diversi livelli di coagulazione del sangue bloccando la formazione di trombi.

Quando una donna è incinta e soffre di una trombosi che colpisce la placenta, può portare a gravi complicazioni per il feto o la madre. Pertanto, nella riproduzione assistita possiamo giocare d’anticipo e aiutare a prevenire questo tipo di complicanze.

COME VIENE DIAGNOSTICATA LA TROMBOFILIA NELLA RIPRODUZIONE ASSISTITA?

La diagnosi viene fatta tenendo conto dell’anamnesi del paziente, sia personale che familiare, insieme ai risultati di laboratorio (esami del sangue).

Per quanto riguarda l’anamnesi clinica, i problemi più evidenti o correlati a questa patologia sono: aborti ricorrenti (2-3 aborti spontanei a meno di 7 settimane o 1 aborto spontaneo a più di 10 settimane), ritardo della crescita uterina, ipertensione durante la gravidanza, casi di trombosi precedenti o cause familiari, tra gli altri.

È essenziale studiare ogni caso in modo molto particolare e dettagliato.

Nella riproduzione assistita, studiamo le possibili cause di questa malattia quando nell’anamnesi o durante uno o più cicli di fecondazione in vitro (FIV) o donazione di ovuli, la paziente ha subito fallimenti di impianto o aborti spontanei ripetuti.

Inoltre, se rientri in qualcuno dei casi menzionati, ti verranno fornite una serie di raccomandazioni che dovrai seguire durante il trattamento e la gravidanza, tra cui: non fumare, cercare di fare esercizio fisico ed evitare una vita sedentaria, seguire una dieta equilibrata per non superare i valori di colesterolo, ecc.

Allo stesso modo, dovrai continuare il trattamento in modo che avvenga il corretto impianto dell’embrione e che si sviluppi una gravidanza a termine senza complicazioni legate alla trombofilia.

TRATTAMENTO PER PAZIENTI IN GRAVIDANZA CON TROMBOFILIA

Dal momento in cui inizia un processo di riproduzione assistita, una paziente con una storia di fallimenti dell’impianto embrionale o aborti ricorrenti deve prima essere sottoposta ad uno studio specifico e iniziare il trattamento in accordo con la sua cartella clinica.

Se lo specialista lo ritiene opportuno, chiederà di combinare il trattamento con acido acetilsalicilico a basso dosaggio (ASA o aspirina): 100 mg/die ed eparina (ad es. enoxaparina) dal trasferimento embrionale o dall’inizio della preparazione dell’endometrio.

Una volta incinta e superato il primo trimestre, la donna dovrebbe seguire le raccomandazioni sia del ginecologo che del medico di famiglia. In alcuni casi, a seconda del tipo di trombofilia, la paziente dovrà continuare l’eparina fino al giorno del parto.

L’eparina viene iniettata una o più volte al giorno nel lato dell’addome o della coscia. Dopo diversi studi, è stato dimostrato che l’eparina non attraversa la placenta né altera la formazione o la coagulazione del bambino.

Hai domande sulla tua storia clinica? Contattaci! Il nostro team specializzato in casi complessi di fertilità ti aiuterà a risolvere i tuoi dubbi e a compiere i passi necessari per realizzare il tuo sogno di diventare madre. 😊

📞 951 495 606

Post Correlati