Storie di donne che ispirano: Laura Sierra

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Nel corso del mese di marzo, nella nostra campagna #Mujeresqueinspiran abbiamo avuto il piacere di intervistare ad una ex paziente e imprenditrice di Marbella, Laura Sierra. Pochi anni fa, Laura ha intrapreso il suo progetto personale Positive Little Soul, ha scritto un libro con la sua migliore amica Sara – Sonora Baby – e ha iniziato la sua avventura come madre. Oggi, il suo marchio personale che parla di come prendersi cura di sé stessi, sull’organizzazione e sulla maternità è diventato un punto di riferimento per molte ragazze. Ti invitiamo a conoscere la sua storia:

INTERVISTA A LAURA SIERRA

  • Sono passati due anni dalla chiamata ricevuta durante l’inizio della pandemia per comunicarti l’esito positivo della tua beta. Come è cambiata la tua vita da quel momento?

Uff! La mia vita è cambiata in tutti i sensi, da qualche mese sono diventata nuovamente mamma e mi sento tanto soddisfatta con la famiglia che abbiamo formato.. Ora siamo in 6!

La vita ci è cambiata a tutti a causa della pandemia, ma se a questo ci aggiungi dare al mondo due gemelli, diventa un’incredibile lezione di vita. Fortunatamente, ho avuto delle gravidanze senza complicazioni e ho potuto godermele fino alla fine. I miei gemellini sono arrivati al mondo nella settimana 38+5 e anche se è stato un parto cesareo, è stato un sogno che si è avverato. Inoltre, alcuni dei video che ho caricato sul mio account Instagram con la mia pancia enorme sono diventati virali e grazie a questo, ho dei ricordi irrepetibili ballando.

  • Come ricordi la prima volta che hai visitato Ovoclinic?

Anche se sono una persona molto positiva e cerco sempre di pensare che andrà tutto bene, non dimenticherò mai i dubbi che avevo inizialmente…Nel mio caso, avendo affrontato per la prima volta un percorso di fecondazione assistita, mi chiedevo ripetutamente quanto sarebbe durato il percorso e come l’avremmo affrontato io e il mio partner…

Ricordo che dopo la visita medica me ne andai con la speranza e l’emozione di sapere che ero un po’ più vicina alla realizzazione del sogno di diventare nuovamente madre, anche se in precedenza lo ero già stata…

  • L’attenzione e la vicinanza al paziente in qualsiasi processo di riproduzione assistita sono due aspetti fondamentali. Secondo te avere un buon feeling con la clinica è importante per ottenere la gravidanza desiderata?

In Ovoclinic mi sono sentita molto comoda dal primo minuto. Mi hanno realizzato varie visite personalizzate e ho sentito empatia in ogni persona che mi ha assistito. Ricordo un’infermiera che era stata con me il suo primo giorno di lavoro, era gentilissima e mi è stata sempre vicina, come il resto dell’equipe.

  • Come dicevi in precedenza, anche se la tua filosofia e il tuo stile di vita sono positivi, dal quale è appunto nato il tuo marchio “Positive Little Soul”… Come hai affrontato i momenti più delicati del trattamento?

Io non ho avuto paura, ma si soffre abbastanza, perché, anche se poco a poco è sempre più comune far ricorso a trattamenti di riproduzione assistita, ti senti un po’ strana a non poter diventare madre in modo naturale. Ma appena ho capito che la riproduzione assistita era un’altra opzione per poter realizzare il mio sogno, l’ho vissuta nel modo più naturale possibile, perché a volte il problema non è in noi, ma nella vita stressante e attiva che conduciamo.

Nel mio caso, è stato un percorso di inseminazione artificiale e ricordo che mi sono sentita sola – emotivamente parlando – come ad esempio durante la terapia di farmaci, in quel momento le tue emozioni hanno alti e bassi e non sempre le persone che ti sono vicine comprendono il carico emotivo che comporta. Così ho deciso di parlarne, raccontare la mia esperienza, normalizzarlo per far sì che poco a poco la riproduzione assistita non sia più tabù ma una soluzione per tutte le persone che desiderano avere un figlio.

  • Come ti ha aiutato Ovoclinic e che consigli daresti a una ragazza che come te sta pensando di intraprendere un percorso di PMA, ma ha ancora dei dubbi?

Ovoclinic mi ha aiutato a capire che ci fossero ancora delle possibilità per noi. Che ci fossero delle soluzioni e che il sogno di avere altri figli fosse possibile. Nel mio caso a livello economico è stato possibile affrontare questa spesa ma spesso è un impedimento per le persone che stanno pensando di iniziare il percorso di riproduzione assistita. Io sempre consiglio di non avere il rimpianto di non averci provato. Bisogna informarsi, sapere quali opzioni si hanno a disposizione ed è anche importante sapere se c’è qualche problema che impedisce o rende più complicato diventare genitori. Informarsi è fondamentale.

Per questo, incoraggio tutte quelle persone che stanno pensando di intraprendere questo percorso che si informino e con le informazioni che abbiano ottenuto decidano se iniziare o meno il trattamento di riproduzione assistita.

  • Tristán ed Elda, il progetto di Laura e Sara, già è diventato un successo. Come è nata l’idea? Perché tutte le famiglie dovrebbero leggerlo?

Tutto è iniziato quando io e la mia migliore amica Sara, mamme di due gemelle, ci siamo trovate in questa bellissima coincidenza. Abbiamo deciso di concentrarci su ciò che di solito non viene detto sulla maternità, che nel mio caso ha richiesto tempo, tensione e sofferenza.

In realtà, quasi tutti i sogni richiedono la perseveranza, la lotta per raggiungerli, vivere momenti difficili ed avere fiducia in che si realizzino. Come la maternità o paternità di molte coppie. Ed è così che abbiamo realizzato in parallelo il nostro sogno con la ricerca della gravidanza.

Tristán ed Elda sono stati un altro sogno che si è realizzato, è stato emozionante condividere questa esperienza con tante famiglie ed accompagnare tante coppie in questo percorso.

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