La fertilità maschile è un elemento chiave nella riproduzione. Sebbene tradizionalmente l’attenzione sia stata rivolta alla fertilità femminile e ai suoi fattori determinanti, l’uomo svolge un ruolo altrettanto importante per ottenere una gravidanza di successo. Di seguito, analizzeremo tutti i fattori che influenzano la fertilità maschile e che devono essere considerati.
Sono molti i fattori che possono influenzare la fertilità maschile, sia in modo positivo che negativo. L’età, le abitudini e lo stile di vita, l’integrazione e l’alimentazione… Tutti questi elementi determinano la salute riproduttiva dell’uomo. Analizziamoli nel dettaglio.
A che età diminuisce la fertilità maschile?
Sicuramente ti sarai chiesto almeno una volta a che età diminuisce la fertilità negli uomini. Studi recenti hanno determinato che la qualità degli spermatozoi inizia a ridursi a partire dai 40 anni (1). Lo studio di Auger ha riportato una diminuzione dello 0,6% nella percentuale di spermatozoi mobili per ogni anno di età. Ciò si traduce in una riduzione del 12% della motilità confrontando un uomo di 50 anni con uno di 30 anni (2).
A partire da questa età, aumenta significativamente la probabilità di mutazioni genetiche. Infatti, i figli di padri più anziani presentano un rischio maggiore di sviluppare disturbi come l’autismo e la schizofrenia (1). Queste ricerche confermano la grande influenza che l’età ha sulla fertilità maschile.
Con l’invecchiamento, si verificano anche cambiamenti nella prostata, come l’atrofia del muscolo liscio e una riduzione dell’acido citrico, delle proteine e del contenuto di acqua, il che influisce sul volume del liquido seminale e sulla motilità degli spermatozoi (2).
Come migliorare la fertilità maschile dopo i 40 anni?
Sebbene sia vero che tutti abbiamo un orologio biologico che determina fino a quando siamo in grado di concepire, esistono una serie di fattori che, se applicati, possono aiutare a ritardarne gli effetti. Ridurre al minimo il consumo di alcol, droghe ricreative e tabacco, mantenere un peso sano, dormire il tempo necessario per garantire un buon riposo, adottare uno stile di vita salutare e seguire un’alimentazione equilibrata contribuisce a migliorare la fertilità dopo i 40 anni.
Quali abitudini influenzano la fertilità maschile?
Mantenere buone abitudini e uno stile di vita sano influisce positivamente su molti aspetti della salute umana. Tuttavia, cattive abitudini come il consumo di tabacco o alcol hanno un impatto diretto sulla salute riproduttiva. Vediamo di seguito in che modo influenzano la fertilità.
Tabacco:
Le specie reattive dell’ossigeno (ROS) sono un insieme di radicali liberi e derivati. Tutte le specie reattive dell’ossigeno (ROS) sono sottoprodotti della respirazione cellulare e sono necessarie per alcune attività cellulari (3).
Gli uomini che fumano inalano una serie di sostanze tossiche, tra cui i ROS, che possono essere assorbite dall’organismo, motivo per cui si sospetta una relazione causale. Studi recenti hanno dimostrato che il fumo di sigaretta può portare a un aumento dei ROS nel liquido seminale attraverso diversi meccanismi: le sigarette contengono alti livelli di ROS e metaboliti che possono indurre una reazione infiammatoria nel tratto genitale maschile, con conseguente rilascio di mediatori chimici dell’infiammazione, capaci di reclutare e attivare i leucociti. I leucociti attivati possono generare alti livelli di ROS nel liquido seminale, e i metaboliti tossici del fumo di sigaretta possono danneggiare la spermatogenesi, portando alla produzione di spermatozoi anormali, una delle principali fonti di ROS e stress ossidativo (5). Questo si traduce anche in una riduzione della qualità degli spermatozoi.
Alcol:
Il consumo di alcol è strettamente associato all’abitudine al fumo. Per questo motivo, è importante considerare il suo possibile effetto sulla qualità del liquido seminale e sulla fertilità maschile, analizzandoli insieme e non separatamente (6). Gli effetti del tabacco e dell’alcol sono molto simili.
Quali integratori favoriscono la fertilità?
L’alimentazione è uno dei principali fattori ambientali che influenzano lo sviluppo dell’embrione e del feto, oltre alla salute dei genitori (3). In particolare, le carenze di micronutrienti sono significativamente associate a un alto rischio riproduttivo, che va dall’infertilità a malformazioni strutturali nel feto e malattie a lungo termine (4).
Vediamo quali sono i minerali che, attraverso l’integrazione, possono apportare benefici alla salute riproduttiva.
Diversi studi hanno valutato l’efficacia dell’integrazione di zinco nel migliorare la fertilità maschile.
Gli antiossidanti neutralizzano costantemente le specie reattive dell’ossigeno (ROS), e nel nostro organismo questo avviene in tre modi: attraverso gli antiossidanti endogeni (coenzima Q-10, acido urico), gli antiossidanti introdotti con la dieta (vitamine C ed E, carotenoidi, flavonoidi) e le proteine leganti i metalli (albumina, transferrina, ferritina, ecc.).
Di conseguenza, questo studio conclude che l’uso di composti antiossidanti a base di vitamine e oligoelementi consente di migliorare il numero di spermatozoi mobili (REM). Questo può essere un fattore determinante nella scelta della tecnica di riproduzione assistita più adatta alla coppia (6).
Alcuni aspetti della dieta maschile possono influenzare la fertilità, ad esempio il consumo di una dieta ricca di carboidrati, fibre, folati e licopene, oltre al consumo di frutta e verdura, che è correlato a una migliore qualità del liquido seminale. Gli antiossidanti svolgono un ruolo fondamentale, in quanto aiutano a eliminare l’eccesso di ROS nell’eiaculato seminale e a convertirli in composti meno dannosi per le cellule (7).
Quali test esistono per valutare la fertilità maschile?
È probabile che, dopo aver letto questo articolo, ti sia venuta in mente la seguente domanda: come posso sapere se sono fertile? La risposta è semplice: attraverso test specializzati che analizzano la quantità, la qualità e la funzionalità degli spermatozoi, oltre alla fertilità dell’individuo.
1.Spermiogramma (Analisi del liquido seminale)
È il test principale per valutare la fertilità maschile. Analizza:
✅ Volume dell’eiaculato
✅ Concentrazione degli spermatozoi
✅ Motilità e morfologia degli spermatozoi
✅ Vitalità degli spermatozoi
✅ Viscosità e pH del liquido seminale
2. Frammentazione del DNA spermatico
Misura il grado di danno nel materiale genetico degli spermatozoi, che può influenzare la fecondazione e lo sviluppo embrionale.
3.Test di capacitazione spermatica
Valuta la capacità degli spermatozoi di nuotare e fecondare l’ovulo. È particolarmente utile nelle tecniche di procreazione assistita.
4.Profilo ormonale
Misura gli ormoni chiave che regolano la produzione spermatica e la funzione testicolare, tra cui:
🔹 Testosterone
🔹 FSH (ormone follicolo-stimolante)
🔹 LH (ormone luteinizzante)
🔹 Prolattina
5.Ecografia testicolare
Consente di rilevare anomalie strutturali nei testicoli, nell’epididimo o nei dotti deferenti, come varicocele o cisti.
6.Biopsia testicolare
Viene eseguita nei casi di azoospermia (assenza di spermatozoi nel liquido seminale) per determinare se vi è produzione spermatica nei testicoli.
7.Cariotipo e studi genetici
Queste analisi rilevano anomalie cromosomiche e mutazioni genetiche associate all’infertilità maschile, come la sindrome di Klinefelter o le microdelezioni del cromosoma Y.
Bibliografia
(1) Hammarberg, K. (2024, 21 agosto). Anche gli uomini hanno un orologio biologico: ecco i problemi derivanti dall’avere un padre più anziano. El País. Recuperato da https://elpais.com/salud-y-bienestar/2024-08-21/los-hombres-tambien-tienen-reloj-biologico-estos-son-los-problemas-derivados-de-tener-un-padre-mayor.html
(2) Balitán Amoretty, C. B., Blanco Knotek, S. A., & Hernández, Y. A. (2018). Fattori associati alla bassa qualità dello sperma negli studenti della Facoltà di Scienze Mediche dell’UNAN-Managua nell’anno 2017. Università Nazionale Autonoma del Nicaragua, Managua. Recuperato da https://repositorio.unan.edu.ni/id/eprint/11164/1/99194.pdf
(3) Giraldo Villagrá, A. (2017). Fertilità maschile, zinco e acidi grassi. [Tesi di laurea, Università di Valladolid]. UVaDOC. Recuperato da https://uvadoc.uva.es/bitstream/handle/10324/24987/TFG-M-N1004.pdf
(4) Cetin I, Berti C, Calabrese S. Ruolo dei micronutrienti nel periodo periconcezionale. Hum Reprod Update. 2010 Jan 1;16(1):80–95.
(5) Colagar AH, Marzony ET, Chaichi MJ. I livelli di zinco nel plasma seminale sono associati alla qualità dello sperma negli uomini fertili e infertili. Nutr Res. 2009 Feb;29(2):82–8.
(6) Blanco JM, Cabo González JA. Valutazione di un composto antiossidante sui parametri seminali di concentrazione, mobilità e morfologia degli spermatozoi nei pazienti con oligoastenoteratozoospermia idiopatica. Rev Int Andrología. 2011 Jul;9(3):109–15.
(7) Sharma R, Biedenharn KR, Fedor JM, Agarwal A. Fattori dello stile di vita e salute riproduttiva: riprendere il controllo della propria fertilità. Reprod Biol Endocrinol. 2013 Jul 16;11:66.















